Metamorfosi - Dalla creazione alla distruzione.
Galleria d'Arte "Mario Di Iorio" - Biblioteca Statale Isontina di Gorizia
Dal 16 al 26 novembre 2012 - Mostra
di pittura, tecnica mista, incisione e piccole installazioni di Livio Caruso - inaugurazione ore 17.30, venerdì 16 novembre, 2012
Allestimento e presentazione critica di Alice Ginaldi, musica al computer di Alberto Caruso, cornici realizzate da Roberto e Marco Faganel - www.studiofaganel.com
Nota critica:
Tra le maglie della tela l'occhio indugia su uno strato denso di materia tutt'altro che inerte. Sembra che la pellicola pittorica viva in un continuo fervore di muschi e muffe, interiora e funghi. Ad una prima lettura la superficie si presenta complessa ma coinvolgente. Escrescenze e germogli pittorici appaiono effervescenti, pullulanti e vivi allacciando una naturale corrispondenza con i soggetti che rappresentano: larve, mummie, conchiglie, insetti. Così come il suo autore, questa pittura è variabile nello spazio del dipinto e nel tempo della sua esistenza, tanto da rifuggire ad una stabile identità per rivelarsi solamente nel trascorrere di una vera e propria metamorfosi. Livio Caruso trasgredisce questo senso di appartenenza ad un'identità perché crede nel fluire costante della vita e delle impressioni. Il suo lavoro esiste innanzitutto per se stesso, come esorcismo dalla morte e come accanimento terapeutico in grado di estrarre ed ordinare pensieri, paure, passioni. Forse più di altre volte ci troviamo di fronte ad una pittura intima, tutt'altro che esteriorizzata, anzi letteralmente viscerale.
Alice Ginaldi
Contributo:Un percorso identitario.
Dall’interrato della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, in una mostra presentata da Alice Ginaldi, Livio Caruso espone opere nate nell’osservazione di labirinti emozionali. L’artista, ricomponendo la figura umana con elementi eterogenei trae gli aspetti dominanti per proporli come punto di riflessione. La composizione degli elementi è costruita in modo stabile tale da rendere vincolante la sussistenza emotiva del vivente con il vivibile. Ma l’opera assemblata non è un’esaltazione fisica della materia, si pone invece come presa di conoscenza in cui il tutto non è scindibile nei singoli elementi. Le figure rappresentate sono viste come possibili variabili del convincimento in un’appartenenza che ammette tutte le connotazioni. In questo stimolo alla rigenerazione di un pensiero alberga una fase alchemica in cui il traguardo dell’albedo non è la conoscenza pura ma il vedere la strada che si può percorrere, quasi la riprova del giardino alchemico dove non può entrare “ chi non ha piedi per camminare”. Una capacità di conoscenza che può e dovrebbe essere rivolta a tutto quello che si affaccia al percorso temporale delle persone come modo per rendere assecondabile il recupero di ogni singolo aspetto e aspettativa, patrimonio di crescita non di divisione sull’accadibile e di tutto quanto è sotteso nel possibile relazionarsi. In alcuni dipinti l’artista propone stesure di colori che si sviluppano sopra a legni spezzati, corrosi, alterati in cui l’elemento propositivo poggia sull’incompletezza del supporto a simbolo dell’indeterminazione delle persone reali. Da questo solido e corposo assunto l’opera, si sviluppa nel suo ulteriore proporsi che, sia una figura tracciata o un assieparsi di formulazioni emotive, è sempre il divenire di un riferimento umano.
Marino Sponza
FINISSAGE: lunedì 26 novembre 2012, ore 17.30
Riflessioni di Andrea Bellavite, lettura di testi riguardanti il concetto di "metamorfosi", con il sottofondo musicale di Alberto Caruso
Vedi il videoclip http://www.youtube.com/watch?v=Ay_x1t_gAp4 sulla mostra, pubblicato in data 30/nov/2012, con testo e voce di Margherita Reguitti, riprese e musica di Alberto Caruso.
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