Sembianze generative irreversibili

Museo di Documentazione della Civiltà Contadina Friulana di Colmello di Grotta. Strada della Grotta, 8 - Farra d'Isonzo (Go) 2

da venerdì 26 settembre a sabato 25 ottobre 2014 - Mostra

di  pitture e installazioni di Livio Caruso,  a cura di Elisa Plesnicar,  con il patrocinio del Comune di Farra d'Isonzo e della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia

Inaugurazione: venerdì 26 settembre, ore 17.30

Programma:

presentazione del Sindaco di Farra d'Isonzo, Alessandro Fabbro

introduzione critica alla mostra, Elisa Plesnicar

visita alla mostra

ore 18.30:
momento conviviale finale con l'assaggio del pane fatto a mano e cotto nel forno a legna nel prato antistante il Museo, accompagnato da buon vino e ...

Orario di apertura:

mattine feriali: 9.00-13.00
pomeriggi feriali su appuntamento tel. 0481 888567 opp. e_mail: cultura@comune.farradisonzo.go.it

sabato e domenica: 11.00-13.00 / 17.00-19.00

vedi la gallery

http://www.museofarradisonzo.it/index.php?it/22/eventi/4/sembianze-generative-irreversibili

http://www.imagazine.it/event_periods/3395#.VBK0cfl_uxU

https://www.facebook.com/groups/242458132400/permalink/10152387730297401/

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Dalla presentazione di Elisa Plesnicar:

"Nel progetto espositivo concepito da Caruso non esistono trasformazioni reversibili, capaci di riportare un sistema, ambiente o organismo nelle condizioni iniziali, senza che ciò comporti alcun mutamento nel sistema, ambiente, organismo stesso e nell'universo. Nelle sue opere il cambiamento non è latore di rinascenza bensì di una lenta e spesso ostile reincarnazione che assume forme inattese, le quali traggono intime suggestioni dalle leggi della termodinamica e dalla cibernetica, partendo dalle ipotesi che vi sia una sostanziale analogia tra i ‘meccanismi di regolazione' delle macchine e quelli degli esseri viventi. La metamorfosi fagocita la genesi e sottrae alla forma la memoria di ciò che è stata e, forse, l'utopia di ciò che diverrà. Vittima capitale e in ugual modo persecutrice della propria natura è la donna che calca, perentoria, le ruvide superfici delle tele, smerciando armonia in cambio di inquietudine."

 

vedi la documentazione a fondo pagina.